La famiglia
L'albero genealogico della famiglia,
riprodotto in una stampa del 1584,
è anche una tra le prime immagini
che si hanno del Chianti.
Lo sviluppo della viticoltura a Brolio ad opera dei Ricasoli ha radici documentate molto antiche e l’azienda è fra le quattro più longeve al mondo, la più antica in Italia, come cita l’autorevole rivista americana Family Business, che cura la classifica planetaria delle aziende di proprietà famigliare.
Nel 1141 il Castello di Brolio entrò in possesso dei Ricasoli. L’albero genealogico della famiglia, riprodotto in una stampa del 1584, è anche una tra le prime immagini che si hanno del Chianti.
Fu proprio il Barone Bettino Ricasoli, imprenditore vitivinicolo di grande lungimiranza oltre che illustre protagonista del Risorgimento italiano, il fautore del Chianti, la cui formula è illustrata in uno scritto del 1872, frutto di lunghi anni di ricerca e sperimentazione.
Dal 1993 Francesco Ricasoli, 32° Barone di Brolio, ha raccolto il testimone delle generazioni che lo hanno preceduto e guida l’azienda di famiglia con l’obiettivo di rinnovare le qualità e la personalità dei grandi vini di Brolio, interpreti delle caratteristiche uniche del territorio e della sua storia.
Di origini longobarde e documentata già dal VII secolo,
la famiglia Ricasoli figura
tra i nobili dignitari feudali dell’impero di Carlo Magno.
A partire dal XIII secolo i rami della famiglia si moltiplicano,
per poi riunirsi nuovamente
a cavallo tra 1700 e 1800. Schierati con i loro eserciti
a difesa di Firenze sin dal 1200, generazioni di nobili Ricasoli hanno tracciato – sullo sfondo del Castello di Brolio – il corso della storia, dalle eterne battaglie con Siena, fino all’unità d’Italia. Sarà Bettino Ricasoli, il “Barone di ferro”, a ricoprire la carica di Primo Ministro nell’Italia unita del dopo Cavour.
